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Come accade per molti temi scottanti, anche su questo referendum le camere prendono tempo. La liberalizzazione è un tema molto controverso nel nostro paese e difficilmente i governi hanno preso posizioni unitarie. Sono state raccolte più di 600.000 firme in meno di un mese per ottenere un referendum sulla cannabis legale e la proposta di modernizzazione del testo unico sulle droghe, fermo al 1990. I promotori del referendum sono: l’Associazione Luca Coscioni, Meglio Legale, Forum Droghe, Società della Ragione, Antigone e dai partiti +Europa, Possibile, Radicali italiani, Potere al Popolo, Rifondazione Comunista, Volt e Sinistra Italiana. La gran parte delle firme presentate in Cassazione a fine ottobre, sono in formato digitale e provengono da giovani al di sotto dei 35 anni di età, non solo delle grandi aree metropolitane ma anche dei piccoli centri urbani. –Una risposta straordinaria- ricorda Marco Perduca, presidente del Comitato referendario e socio dell’associazione Luca Coscioni. I quesiti referendari Innanzitutto si richiede l’abrogazione di alcuni articoli del testo unico sulle droghe: la depenalizzazione della coltivazione ad uso personale (ad eccezione delle condotte di produzione, fabbricazione e detenzione ai fini di spaccio) e di tutte le pene detentive tranne rispetto all’associazionismo volto al traffico illecito. Un ulteriore svolta sarebbe l’eliminazione della sanzione amministrativa sul ritiro della patente collegata alle sostanze stupefacenti, che rimarrebbe tale nei casi di stato alterato alla guida. L’opposizione si dimena e minaccia battaglia Scontato il grido di protesta dell’opposizione che tramite i maggiori vertici promette battaglia. Gasparri dichiara che in Italia non ci sarà alcuna liberalizzazione, che non sia quella dei beni primari (ops… off topic), dando a intendere che in questo paese l’esercizio dei proprio diritti democratici e costituzionalmente sanciti sia sempre più remoto e frantumato, ma quello del referendum forse ancora no. Intanto la Consulta valuterà nelle prossime settimane la validità delle firme prodotte, in caso di regolarità si potrebbe andare alle urne nella primavera 2022. Alla faccia di chi dimentica che prima di essere parte dell’opposizione è parte di uno stato che per quanto sempre più restio e contratto è ancora guidato dalla costituzione e dalla volontà popolare.
La Cannabis La Cannabis o Canapa è una pianta angrosperme, secondo alcune persone un unica specie, la Cannabis Sativa. E’ originaria dell’Asia Centrale e per alcuni paesi come l’India, la Canapa è considerata una pianta sacra. Inoltre fino a cinquanta fa, veniva utilizzata per materiali come la carta o nel settore tessile. La Cannabis come farmaco Per migliaia di anni la Canapa è stata una pianta medicinale. Negli Stati Uniti infatti, il professor Lester Grispoon dell’Università di Harvard, ha dichiarato che la Cannabis, è uno dei farmaci meno tossici. Dagli anni 2000 è stato dimostrato che l’uso di questa pianta a scopo medicinale, è molto significativo, soprattutto per quelle persone che hanno malattie veramente gravi come tumori e sclerosi multipla, nella quale viene usata per alleviare il dolore dei pazienti, perfino per malattie come l’anoressia, poichè stimola la fame, di colui o colei che di mangiare non ne vuole proprio sapere. Potrebbe essere quindi, un fattore importante legalizzarla, in modo che tutti coloro che ne hanno veramente bisogno possano assumerla, senza alcun problema o paura.
Approfondimenti su Referendum Cannabis
Attenzione: questo articolo è stato realizzato a solo scopo informativo e non costituisce in alcun modo un incentivo al consumo. L’uso di droghe non è mai esente da rischi.
Non ci consideriamo responsabili per l’uso che fate di queste informazioni. I nostri articoli hanno uno scopo puramente informativo, in Italia la coltivazione della cannabis a basso contenuto di THC è regolamentata dalla Legge 242 2016.

