Leggi uso e storia della Marijuana Legale in Italia

marijuana legale in italia

La Cannabis Legale è finalmente Legale in Italia? Vediamo insieme la situazione attuale sulla Marijuana legale.

Rullo di tamburi per annunciare la grande novità … la cannabis legale è finalmente legale in Italia a partire dal 1 gennaio 2020! Anche la cosiddetta cannabis light era legale prima di quest’ultimo emendamento alla legge italiana, ma la pressione costante messa sul mercato in crescita della cannabis light dai partiti giusti ha creato molto confusione lo scorso anno nel 2019, al punto che le sezioni unite del La Corte di Cassazione italiana ha dovuto deliberare all’inizio del estate del 2019.

Scorso anno la Corte di Cassazione ha confermato la legalità stato della cannabis light, riferito alla cannabis che contiene un valore molto basso percentuale di THC, la sostanza psicotropa che produce il cosiddetto effetto ricreativo della cannabis. Secondo la legge e conseguente decisione dalla sessione unificata della Corte di cassazione, la cannabis contenente meno dello 0,5% di Il THC (il cosiddetto “principio doping”) è legale. Purtroppo la Cassazione Il tribunale non ha aggiunto ulteriori dettagli, quindi non era chiaro se, oltre ad essere legale la vendita di marijuana light, era legale anche il consumo di essa individui.

Il testo che è stato inserito nella Legge di Bilancio Il 2020 recita: “l’uso della canapa composta dall’intera pianta di canapa o da parti di come biomassa è consentita in forma essiccata, fresca, tritata o pellettizzata per industriale, commerciale ed energetico. “

Grazie all’emendamento dei senatori Mantero e Mollame, sarà regolamentata anche la tassazione sulla cannabis legale, che entrerà in vigore infatti essere soggetto a “tassa di fabbricazione”, e per il prezzo di vendita di per il prodotto si applicheranno le “aliquote percentuali pari a 12 euro per mille chilogrammi, per ogni punto percentuale di cannabidiolo (CBD) presente nella biomassa “.

“Non è il punto di arrivo, questo è solo uno spunto, ma oggi abbiamo dato la prima scossa all’assurdo muro di pregiudizi che ancora circonda questa pianta ”scriveva il senatore Matteo Mantero sulla sua pagina Facebook ufficiale, aggiungendo che “l’italiano i produttori di cannabis così come i negozianti potranno finalmente lavorare in modo più sereno. “

Infatti, la deliberazione introdotta dal il recente emendamento alla legge di bilancio del Senato italiano per il 2020 è un piccolo ma Passaggio decisivo per un Paese che era precipitato nel caos totale sul regolamento della cannabis light, soprattutto seguendo le posizioni assunte dai primi il ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Oggi in Italia sono oltre mille i negozi che vendono cannabis light , grazie a un buco legislativo che di fatto né proibito né ha permesso questa attività. La legge 242 del 2016 regola la vendita di canapa per uso alimentare, tessile e così via, con un margine di tolleranza per il principio THC, il quello psicotropo, che sale allo 0,6%. Non si parla di infiorescenze per consumo personale e da lì si è iniziato a venderli anche a tal fine, rimanendo al di sotto di tale soglia. Ettari di terra sono stati coltivato con la canapa, migliaia di persone hanno trovato lavoro entrando nel filiera: dagli agricoltori, ai trasformatori, ai rivenditori. E come evidenziato da a un recente studio, l’apertura di negozi di cannabis light in Italia avrebbe causato a cala in negozio del 14 per cento e il giro d’affari delle mafie sarebbe calato di oltre 100 milioni di euro.

Ma i politici Salvini e Meloni l’hanno fatto ha sempre denunciato la vendita di questa “droga di stato”, cercando di affondare il settore il suono delle proposte di legge e delle manifestazioni nelle piazze di tutta Italia. Ma c’è è un errore fondamentale nelle loro crociate: come stabilito anche dalla Corte di Cassazione, una sostanza con THC uguale o minore allo 0,5% non ha potere dopante ed è quindi legale e lecito. “La droga venduta dal Parlamento ai nostri figli” come denunciata da Salvini in realtà è una sostanza che fa doping solo di nome, ma che infatti ha il potere di una tisana.

Non solo i consumatori ma anche e soprattutto i produttori e commercianti che si sono trovati nei guai con la legge dall’oggi al domani a seguito delle iniziative che Matteo Salvini aveva preso in qualità di titolare del Ministero dell’Interno, in preda a un’insensata spinta proibizionista, la cui unica possibile spiegazione può essere trovata solo nella disperata ricerca di consenso all’interno di un elettorato scarsamente informato sulla questione.

Il campagna proibizionista dei partiti di destra italiani ha avuto un impatto sul mercato giovane e in crescita della cannabis legale in Italia – molti produttori e distributori hanno chiuso le loro attività e importanti fiere di cannabis come Canapa In Mostra (Napoli) e 420 Hemp Fest sono stati cancellati, come nel caso della fiera della cannabis di Napoli, o sono state rinviate alla fine dell’anno, in attesa che si realizzi un quadro giuridico migliore.

Nel frattempo, il 26 dicembre, una sentenza del è stata annunciata la Corte di Cassazione che prevede, seppur con molti pali, che non sarà più un crimine coltivare cannabis in casa se in minima parte quantità e solo per uso personale – e questa volta stiamo parlando di coltivazione di piante di cannabis ricche di TCH. Secondo i giudici, che hanno realizzato il file decisione del 19 dicembre, “attività di coltivazione su piccola scala svolte nella forma domestica non costituiscono un crimine ”. Se, raccomandano, “Il piccolo numero di piante e la piccola quantità di prodotto ottenibile sembrano essere destinati esclusivamente all’uso personale ”.

Secondo i dati, l’introduzione della tassa sulla biomassa di canapa porterà allo Stato già nel 2020 entrate per oltre 500 milioni di euro all’anno, cifra destinata a crescere con l’aumento del settore. Ne trarrà vantaggio invece il mercato legale della marijuana, che ha conosciuto tempi instabili e incerti, a causa della mancanza di chiarezza delle normative. Coltivatori e commercianti, oltre che consumatori, che si sono concentrati o vogliono investire in questo settore, potranno stare un po ‘più rilassati, con la certezza che questa normativa è solo l’inizio di un percorso volto a portare sempre maggiore chiarezza, tutela e regolamentazione del mercato della canapa leggera in Italia.

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